Decalogo di buona condotta del musicista classico

di Maria Alejandra Jimenez e Umberto Beccaria

Il repertorio: Come scrisse lo stesso Mozart nel suo testamento prima di morire: per il programma devi suonare prima l’ouverture, poi il concerto e infine la sinfonia. Qualsiasi altro ordine in un programma sinfonico è blasfemo e sarà punito.

Gli abiti: Vestiti come se andassi a un funerale. Non importa il programma che stai suonando o dove. Devi passare completamente inosservato, la musica è l’unica cosa che conta. Attenzione signore, non mostrate le caviglie o le spalle, dovete coprirvi, l’eleganza prima di tutto. E signori, camicia e cravatta anche se ci sono 35 gradi d’estate. È molto emozionante vedere questo sfoggio di creatività nell’abbigliamento e nel trucco che va completamente d’accordo con la musica eseguita.

La durata dei concerti: Non preoccuparti della durata del programma. Il tuo pubblico sarà molto felice di stare in sala per tre ore, con una triste pausa che non basta neanche per bere un bicchiere di vino in pace.

Gli insegnanti: Sono musicisti, come te, ma devi dire amen a tutto ciò che ti dicono senza ribattere. I professori hanno sempre ragione, anche quando si contraddicono. Se uno ti dice di suonare piano e l’altro ti dice di suonare forte, è tua responsabilità fare entrambi allo stesso tempo. Arrangiati.

Il modo di suonare: Il tuo pubblico sta aspettando che tu faccia il crescendo esattamente come deve essere, cioè, come vuole Bach. Per sapere come lo vuole Bach, consulta il tuo medium di fiducia.

La creatività: Hai rispettato la partitura? No? Vergognati. Sei sicuro che Mozart volesse quella frase in quel modo? E che Beethoven possa essere soddisfatto della tua interpretazione? Potresti chiederglielo, ma sono morti da centinaia di anni. Si può sempre chiedere alla schiera di insegnanti che custodiscono la verità assoluta. O forse puoi cominciare a fare quello che più ti piace? Quello che vuoi? Eh no caro, devi giustificare le tue scelte. Ma a chi?

I grandi maestri: Loro meritano tutto il protagonismo, sì, i grandi solisti. Lo meritano più di te, anche se non c’è una spiegazione oggettiva del perché. Non te lo chiedere. Fai un inchino e applaudi in piedi a tutto ciò che fanno.

L’ascolto: Se vai a un concerto, attento a tutti gli errori dell’altro. Non lasciarne passare nessuno. Non ti azzardare ad abbassare la guardia un secondo. I musicisti non ascoltano, commentano. 

Le scuole: A un certo punto dovrai andare a studiare in una scuola prestigiosa, dove la materia principale sarà come diventare il preferito degli insegnanti e del direttore per ottenere un buon voto al tuo esame. La tua brillante carriera inizia lì.

I concorsi: “Eh, sai, hai suonato molto bene, eri espressivo, ma c’erano troppi errori.” “Era tutto perfetto, ma eri troppo freddo, devi lasciarti andare di più.” “Fai delle facce strane e non hai il controllo del pezzo.” “Sei troppo serio, non riesci a far arrivare a chi ti ascolta quello che hai dentro.”